Le SRTR

Strutture Residenziali Terapeutico-Riabilitative (S.R.T.R.)

sono strutture sanitarie di tipo comunitario per il trattamento volontario globale– psicoterapeutico, farmacologico, relazionale e sociale- di pazienti preferibilmente giovani e agli esordi psicopatologici, con disturbi in fase di acuzie, post-acuzie o sub-acuzie, non trattabili a domicilio, che non necessitano di trattamenti in regime di ricovero e che necessitano di una temporanea e specializzata presa in carico in un contesto di vita quotidiana alternativo aquello abituale.
Le S.R.T.R., quali mediatori della relazione terapeutica, hanno la finalità di far superare la fase di acuzie, postacuzie o sub-acuzie e di favorire l'acquisizione di soddisfacenti capacità relazionali e di adeguati livelli di autonomia personale. Le S.R.T.R. garantisconoun'assistenza 24 ore/24 e si suddividono in:
- S.R.T.R. per trattamenti comunitari intensivi: strutture per pazienti con disturbi in fase di
acuzie e post-acuzie, che richiedono interventi intensivi relazionali, farmacologici e
psicoterapeutici, con una permanenza massima nella struttura orientativamente di 60
giorni.
- S.R.T.R. per trattamenti comunitari estensivi: strutture per pazienti con disturbi in fase di
sub-acuzie, che richiedono interventi relazionali, psicoterapeutici e farmacologici, con una
permanenza massima nella struttura orientativamente di 2 anni e successivo reinserimento
nell'abituale contesto di vita o in un contesto abitativo autonomo supportato a livello
domiciliare, o successivo passaggio graduale in strutture con minore impegno e/o
specificità assistenziale a valenza socio-riabilitativa o socio-assistenziale (LR n.41/03).
In particolare detta Conferenza stabilisce che I ricoveri in tutte gli SRP sono subordinati alla redazione di un Piano di Trattamento Individuale (PTI) a cura del DSM :
Il percorso territoriale di un paziente con difficoltà di funzionamento personale e sociale, con
bisogni complessi, ivi comprese problematiche connesse a comorbidità somatica, e con necessità di
interventi multi professionali, deriva da una presa in carico da parte del Centro di Salute Mentale
(CSM) che elabora un Piano di trattamento individuale (PTI); nell'ambito di detto piano può essere
previsto l'invio e il temporaneo inserimento in una struttura residenziale psichiatrica per un
trattamento riabilitativo con un supporto assistenziale variabile.
L'inserimento in una struttura residenziale, nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, avviene
esclusivamente a cura del Centro di Salute Mentale, tramite una procedura di consenso professionale per una buona pratica clinica, relativa a criteri di appropriatezza e condizioni che suggeriscono il ricorso ad un trattamento in regime residenziale, come processo attivo e non autorizzazione "passiva".
Si segnala - come evidenziato nel PANSM (Piano Nazionale di Azioni per la Salute Mentale) – che il PTI deve contenere la sottoscrizione di un "accordo/impegno di cura" tra DSM e utente, con la partecipazione delle famiglie e il possibile coinvolgimento della rete sociale, al fine di consentire la volontarietà e l'adesione del paziente al trattamento.
Si sottolinea, inoltre, l'importanza che l'inserimento venga effettuato in una struttura ubicata nel
territorio di competenza del DSM, o comunque del territorio regionale, al fine di favorire la continuità terapeutica ed il coinvolgimento della rete familiare e sociale.
Il CSM segue, tramite un proprio operatore di riferimento (funzione di case manager), l'andamento degli interventi fino alla dimissione.